Evasione fiscale in stile cinese
Il trucco dei money transfer
Un miliardo sottratto all’erario in due anni. Spedito in patria il denaro incassato vendendo merci contraffatte. Diciotto arresti
ROMA - Oltre un miliardo di euro sottratti al Fisco in due anni. Frutto, peraltro, della vendita di merci contraffatte. Ma stavolta gli evasori non sono italiani: sono imprenditori cinesi che aggiravano l’Erario grazie all’aiuto di alcuni money transfer. I dirigenti delle società ne erano consapevoli e per questo mercoledì mattina il Nucleo valutario della Finanza ha eseguito 18 arresti tra carcere (dieci) e domiciliari (otto).
Il trucco
La Procura (l’inchiesta è stata coordinata dall’aggiunto Nello Rossi e affidata ai pm Paola Filippi e Corrado Fasanelli) ha ricostruito centinaia di migliaia di passaggi di denaro. Legati alla necessità di aggirare la norma che vieta i contanti per i pagamenti superiori a mille euro. Il trucco consisteva nel frazionare le somme da inviare in patria in micro-versamenti da 999 euro, che venivano intestati a nomi fantasma di cittadini cinesi evitando di far apparire le società.
Due anni di indagini
L’inchiesta per associazione a delinquere transnazionale, violazione delle norme antiriciclaggio, evasione fiscale e frode in commercio è durata due anni. Nel giro sarebbero coinvolte sette agenzie di money transfer legate alla Sigue Global Services, l’unica abilitata a trasferire denaro all’estero. Il Nucleo valutario ha arrestato il suo dirigente greco e alcuni manager italiani, ma tra i destinatari degli ordini di custodia ci sono anche dei pakistani. Gli imprenditori, invece, sono indagati.

Nessun commento:
Posta un commento
Commenti