A quanto pare l’Inghilterra non gradisce molto queste norme e trema all’idea di dover accogliere sul proprio territorio degli immigrati. Secondo il ministro dell’Interno britannico, Theresa May l’approccio indicato dall’Unione Europea “non farà che accentuare la forza di attrazione esercitata nei confronti dell’altra sponda del Mediterraneo e non potrà che incoraggiare ulteriormente le persone a mettere la propria vita in pericolo”. La May poi ha voluto fare una distinzione tra i vari tipi di migranti sostenendo che la maggior parte di quelli che arrivano sulle coste italiane e che poi dovrebbero essere distribuiti in tutta Europa non sono in realtà rifugiati politici, ma “migranti per ragioni economiche”. Secondo il ministro “la maggior parte di queste persone provengono da Paesi come Nigeria, Somalia ed Eritrea: migrano per ragioni economiche, pagando delle bande criminali per attraversare il Mediterraneo a bordo di imbarcazioni non sicure”.
Che le decisione europee avrebbero fatto storcere il naso a molti lo si sapeva ed in effetti le obiezioni formulate dal ministro inglese sono tutte plausibili. Nel piano immigrazione si parla della sistemazione dei rifugiati politici, ma ignorare che la maggior parte dei migranti non fa parte di questa categoria sarebbe un atteggiamento miope e un errore grave che potremmo rischiare di dover pagare in seguito.
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