Milano dà il benvenuto all’Expo con scabbia e decine di profughi
Cartoline dell'era renziana
Souvenir d’Italie, dalla Milano capitale dell’Expo 2015 nell’era del Governo Renzi, l’Expo che dovrebbe interrogarsi e confrontarsi sul modo di «nutrire il pianeta»: da una parte l’albero della vita, simbolo dell’evento, dall’altra centinaia di profughi migranti, siriani, africani, uomini, donne, giovani assiepati alla disperata, accampati come in un campo di raccolta alla stazione centrale della città. Uno spazio tra le colonne, l’ingresso in stazione a Milano che sembra Lampedusa nei giorni peggiori. Si contano 108 casi di scabbia.
Con questa cartolina chissà cosa penseranno del nostro modo di gestire i flussi dei migranti a Berlino, a Parigi, a Londra. Di certo Germania, Francia e Inghilterra continueranno a fare il nesci sulle quote dei profughi da prendersi perché non ci si può mica fidare di questi italiani, tutti tweet e foto ricordo dai vertici e poca concretezza politica. Alla stazione di Milano si vedono cartoni a terra, i volontari che si danno da fare, la Croce rossa, e l’inferno che si spalanca al via vai di lavoratori, studenti, cittadini che salgono e scendono dai treni. L’assessore regionale alla Sanità, Mario Mantovani, vice del governatore Roberto Maroni (che ha minacciato di «tagliare i fondi» ai Comuni che accoglieranno i profughi, ingaggiando un braccio di ferro col Governo Renzi), spiega che si tratta di «una situazione che non riusciamo più né a controllare né a sostenere». Il caldo, il sovraffollamento, le condizioni precarie, dal primo giugno si sarebbero contati 108 casi di scabbia. «Abbiamo riscontrato anche casi di malaria» avverte Mantovani.
E così nel cuore della Milano che fu da bere e doveva tornare a essere ottimista per l’Expo, la stazione centrale si trasforma in un campo di accoglienza. Vista la gravissima situazione, con la presenza dei casi di scabbia, anche la Croce Rossa ha messo a disposizione un ambulatorio mobile e un’ambulanza per il trasporto dei pazienti infettivi in ospedale. Una mossa che ha fatto crescere i timori. «Se si reputa la situazione sanitaria talmente grave da generare un vero allarme - ha commentato il Gruppo Fs - la stazione è il luogo meno indicato per affrontarlo, dal momento che è frequentata ogni giorno da migliaia di viaggiatori e cittadini». Durissimo, ieri, il commento di Matteo Salvini, il leader della Lega: «I malati di scabbia andassero ad abbracciare Renzi e la Boldrini!». Si è fatto sentire pure il Governatore della Lombardia, Roberto Maroni: «Questo modo di gestire l’immigrazione è incivile» ed «ora bisogna sospendere Schengen», la libera circolazione in Ue.
Secondo i dati resi noti dal Viminale la Lombardia sarebbe la terza regione per presenza degli immigrati e per Maroni è «impensabile che vengano inviati altri immigrati prima di un riequilibrio». L’attacco della Lega alla linea sull’immigrazione del Governo Renzi e del Ministro dell’Interno Angelino Alfano, è durissimo e si allarga al fallimento della politica italiana che non riesce, sul tema, a farsi sentire in Europa. «Di fatto - ha aggiunto Maroni - la polizia francese sta sospendendo Schengen con controlli alle frontiere che non si potrebbero fare. Si devono impedire le partenze con il blocco navale o, ancora meglio, fare campi profughi in Libia. Si parla di 500mila persone pronte a partire, un numero incredibilmente alto».
Il presidente della Cei, il cardinal Angelo Bagnasco, invece ha detto che «alimentare la paura non è mai una buona consigliera» e che bisogna «affrontare i problemi con realismo e disponibilità da parte di tutti».
Il fatto è che, vista la situazione della stazione centrale di Milano, ieri persino il sindaco Giuliano Pisapia, da sempre sensibile al tema dei migranti, ha sbottato: «Abbiamo dato segni forti di solidarietà e continueremo a farlo, certo è che c’è un limite, nel senso che non si può pensare che Milano da sola, o con pochi altri comuni, risolva un problema epocale. Oggi sempre di più, ci vuole una responsabilità e una corresponsabilità di tutte le istituzioni, a partire dal governo, dalle regioni e soprattutto dall’Europa». Di Europa ha parlato anche il cardinale Angelo Scola. «Di fronte al fenomeno dell’immigrazione vediamo un grande affaticamento dell’Europa, che non è una realtà politica né un’Europa di popoli». Anche questi, souvenir d'Italie, nell’era Renzi. Che siano tutti gufi?
Nessun commento:
Posta un commento
Commenti