Un primo passo pratico contro la lotta agli scafisti è stato finalmente compiuto. Dopo tante discussioni i rappresentanti dei 28 paesi della Ue, riuniti nel Comitato politico e di difesa (Cops), hanno approvato all'unanimità l'EuNavFor. Questo è il piano operativo della missione militare europea contro gli scafisti e i trafficanti di esseri umani che dopo la Somalia sarà attivo anche nel Mediterraneo.
Le caratteristiche - L’Unione europea approverà però la missione navale in via ufficiale solo lunedì prossimo, 22 giugno, ma si tratta di una formalità. I ministri degli Esteri della Ue si riuniranno a Lussemburgo e daranno il via libera all’operazione che punta a smantellare le reti degli scafisti che mettono a rischio la vita dei migranti diretti verso l’Europa. La missione nella fase iniziale sarà limitata alla raccolta di intelligence, visto che manca ancora il via libera delle Nazioni Unite e delle autorità libiche a un’operazione militare. Verranno quindi utilizzate navi e aerei per raccogliere informazioni sulle reti di trafficanti, mentre solo in un secondo momento si potranno abbordare barche, arrestare gli scafisti e neutralizzare i barconi nelle acque internazionali. Una terza fase, infine, dovrebbe contemplare le stesse operazioni nelle acque territoriali e neiporti della Libia.
Le caratteristiche - L’Unione europea approverà però la missione navale in via ufficiale solo lunedì prossimo, 22 giugno, ma si tratta di una formalità. I ministri degli Esteri della Ue si riuniranno a Lussemburgo e daranno il via libera all’operazione che punta a smantellare le reti degli scafisti che mettono a rischio la vita dei migranti diretti verso l’Europa. La missione nella fase iniziale sarà limitata alla raccolta di intelligence, visto che manca ancora il via libera delle Nazioni Unite e delle autorità libiche a un’operazione militare. Verranno quindi utilizzate navi e aerei per raccogliere informazioni sulle reti di trafficanti, mentre solo in un secondo momento si potranno abbordare barche, arrestare gli scafisti e neutralizzare i barconi nelle acque internazionali. Una terza fase, infine, dovrebbe contemplare le stesse operazioni nelle acque territoriali e neiporti della Libia.
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