Dalla vostra parte

mercoledì 1 luglio 2015

IL TERRORE TRA NOI Isis, trenta terroristi già sbarcati in Italia

Altrettanti sarebbero pronti a partire Si sono mischiati ai richiedenti asilo LEGGI ANCHE E arrivano anche gli imam dell’odio

ISIS kills 21 Egypt Christians
Almeno trenta terroristi dell'Isis sono sbarcati in Italia nelle ultime settimane con le «carrette del mare» cariche di immigrati. Altrettanti sarebbero già pronti a partire, e molti sarebbero già arrivati. Una volta sbarcati sul nostro territorio, i trenta soggetti hanno dichiarato lo status di rifugiati, come centinaia di altre persone, riuscendo a farla franca. La notizia choc arriva da fonti intelligence statunitensi in Libia che, attraverso Fox News, hanno fatto sapere che dal Paese nordafricano i trenta jihadisti si sarebbero imbarcati sui gommoni per raggiungere l'Europa attraverso l'Italia. La loro identità, quindi, sarebbe stata nota agli 007 già al momento della partenza. La segnalazione, però, non ha impedito ai terroristi di arrivare in Italia ed essere salvati in mare insieme ad altri profughi. L'assenza di documenti di riconoscimento, il rifiuto di lasciare le impronte digitali e di essere fotosegnalati, poi, avrebbe fatto il resto consentendo agli jihadisti di mescolarsi tra le migliaia di disperati e facendo perdere le tracce. Il sospetto è che alcuni di questi, utilizzando l'anonimato che li avvolge, vogliano spostarsi in altri Stati europei e persino arrivare in America, luogo già indicato dall'Isis come teatro di possibili attentati. L'Italia, dunque, si conferma l'autostrada dell'Isis verso l'Occidente, una sorta di asilo politico per terroristi, dove la parola «rifugiato» è la chiave per guadagnare l'intoccabilità. Impossibile fermare questo transito, dicono le fonti americane, perché nel paese africano, dalla caduta di Gheddafi in poi, la situazione è fuori controllo. L'arrivo dell'Isis, poi, non ha fatto altro che peggiorare le cose. La notizia dei trenta jihadisti, inoltre, conferma i numerosi alert sul rischio di infiltrazioni terroristiche sui barconi arrivati da più parti negli ultimi mesi. Se così fosse, inoltre, il dato sconfesserebbe anche la teoria di quanti si mostrano scettici sulla possibilità che Isis imbarchi i suoi uomini sui barconi correndo il rischio di perderli in mare a causa di eventuali naufragi. Fonti de Il Tempo, infatti, spiegano che «certamente tra gli immigrati non vengono infiltrati combattenti 'pregiati'. Si tratta prevalentemente di seguaci che portano avanti la jihad ma che non rappresentano persone da proteggere e tutelare, alla stregua dei lupi solitari che spesso vengono invitati a compiere azioni nei paesi in cui vivono». Del resto, il pericolo che tra i profughi si possano nascondere soggetti in odor di terrorismo è un allarme lanciato ormai da mesi dai servizi segreti di mezzo mondo, così come da molti esponenti di governi europei e non solo. Persino lo Stato islamico, in un «rapporto» pubblicato in Rete lo scorso gennaio, ha reso noti i piani di attacco all’Europa che passano anche attraverso lo sbarco sulle coste italiane di miliziani che utilizzano le rotte dei migranti. Nei mesi scorsi Abdul Basit Haroun, consigliere del governo libico, ha rivelato che sui barconi Isis carica i suoi uomini per inviarli in Europa «perché la polizia europea non sa chi appartiene all'Isis e chi è invece un rifugiato». 
Francesca Musacchio

Nessun commento:

Posta un commento

Commenti

Meteo

TGcom

Il giornale

]]>

Wikipedia

Risultati di ricerca

Ricerca percorso