Saranno state le 79 candeline a raddrizzare il tiro dei progetti di SilvioBerlusconi per l'immediato futuro politico suo e di Forza Italia. Durante la cena con i parlamentari azzurri a Roma, al terzo giorno di festeggiamenti per il suo compleanno, il Cav ha chiarito - se ancora ce ne fosse stato bisogno - cosa vuol fare "da grande": "Io ho sempre detto che voglio fare il regista. Alla mia età non si può coltivare il disegno di candidarsi a premier". Poche ore prima era arrivata l'ultima spallata dal segretario della Lega Matteo Salvini, ancora una volta contrario a una possibile bocciatura di Berlusconi come leader del centrodestra.
Il piano - L'ex premier quindi fa un passo indietro, ma non ha nessuna intenzione di andare in pensione, anzi: "Sono e resto il presidente del partito. Riparto da qui - avrebbe detto durante la cena romana, secondo Repubblica - Perché sento di avere ancora la responsabilità verso il Paese. Sono fiducioso - avrebbe poi aggiunto - che finite le beghe interne che tanto ci hanno fatto male, i sondaggi per Forza Italia daranno molte sorprese e sono sicuro di poter riconquistare molti elettori che si sono ritirati". Un test sulla tenuta della rinnovata guida berlusconiana sarà la riforma del Senato, sulla quale il governo Renzi sembra giocarsi faccia e reputazione. Forza Italia è alle prese con la conta interna, dopo le fuoriuscite dei verdiniani, e serra i ranghi: "Non voteremo le riforme - ha ribadito Berlusconi - se non verrà modificato il premio di maggioranza, si profila una deriva autoritaria".
Il piano - L'ex premier quindi fa un passo indietro, ma non ha nessuna intenzione di andare in pensione, anzi: "Sono e resto il presidente del partito. Riparto da qui - avrebbe detto durante la cena romana, secondo Repubblica - Perché sento di avere ancora la responsabilità verso il Paese. Sono fiducioso - avrebbe poi aggiunto - che finite le beghe interne che tanto ci hanno fatto male, i sondaggi per Forza Italia daranno molte sorprese e sono sicuro di poter riconquistare molti elettori che si sono ritirati". Un test sulla tenuta della rinnovata guida berlusconiana sarà la riforma del Senato, sulla quale il governo Renzi sembra giocarsi faccia e reputazione. Forza Italia è alle prese con la conta interna, dopo le fuoriuscite dei verdiniani, e serra i ranghi: "Non voteremo le riforme - ha ribadito Berlusconi - se non verrà modificato il premio di maggioranza, si profila una deriva autoritaria".
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